(Ogni tanto bisogna ricordarlo)
WhatsApp non è uno strumento aziendale di lavoro
Ogni tanto bisogna ricordarlo: WhatsApp non è uno strumento aziendale di lavoro.
Concetto chiarito da Intesa Sanpaolo anche di recente, ma che qualcuno sembra dimenticare, visto e considerato che negli ultimi tempi ci vengono richiesti chiarimenti da parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori per il corretto utilizzo di questa piattaforma.
Riteniamo quindi opportuno ritornare, ancora una volta, sull’argomento al fine di chiarire la questione.
L’articolo 45 del CCNL stabilisce che:
“Le comunicazioni di lavoro avvengono, salvo temporanee ed eccezionali esigenze, esclusivamente tramite dispositivi e canali aziendali”.
Principio questo ribadito più volte da Intesa Sanpaolo nelle comunicazioni, anche recenti, rivolte alle Colleghe e ai Colleghi di tutto il Gruppo.
Non ultima la news dal titolo “Protezione dei dati e uso corretto degli strumenti di collaboration”, pubblicata in data 30 giugno u.s., nella quale viene confermato che:
“Per le attività lavorative è importante utilizzare esclusivamente gli strumenti messi a disposizione da Intesa Sanpaolo, idonei a soddisfare tutte le esigenze operative e di comunicazione…”
Se poi consideriamo che WhatsApp, come ribadito anche ultimamente dall’Azienda, non è uno strumento aziendale di lavoro, ma personale — così come Telegram, Signal e altre applicazioni di messaggistica privata — non progettato per l’uso aziendale, non si capisce come sia possibile che vi siano, da parte di “qualcuno”, inviti più o meno “forzati” a utilizzare questa piattaforma per finalità lavorative palesemente contrarie alle disposizioni aziendali e, come tali, passibili di procedimenti disciplinari.
Quindi, per ricapitolare
- a fronte di nessun obbligo ad installare WhatsApp sui device aziendali — e se lo si fa occorre rispettare quanto previsto da Intesa Sanpaolo, ossia utilizzare l’account personale;
- vi è invece il preciso divieto di utilizzarlo in ambito lavorativo, senza eccezione alcuna.
La sua mancata installazione e soprattutto il suo mancato utilizzo in ambito lavorativo non possono essere in alcun modo contestati ai diretti interessati; anzi, è vero il contrario.
Intesa Sanpaolo mette già a disposizione delle Colleghe e dei Colleghi vari strumenti aziendali perfettamente adeguati alle esigenze lavorative di tutti i giorni, e proibisce in maniera esplicita l’installazione e l’utilizzo di tutti gli altri.
Pertanto vale la pena di ricordare che l’uso improprio di WhatsApp non è quindi una semplice questione organizzativa, ma può avere pesanti conseguenze negative sia per l’Azienda sia per le Lavoratrici e i Lavoratori che lo dovessero utilizzare.
È per questo motivo che vi chiediamo di segnalarci eventuali richieste, pressioni o comportamenti contrari.
Milano, 5 agosto 2026
UNISIN Gruppo Intesa Sanpaolo