Bonus mamme 2026: fino a 720 euro. Requisiti e modalità di richiesta
Sale da 40 a 60 euro mensili il contributo per le lavoratrici madri con almeno due figli. L’INPS ha pubblicato le istruzioni: attenzione al limite di reddito e alle diverse regole previste per chi ha un contratto a tempo indeterminato.
Con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, l’INPS ha illustrato le modalità di riconoscimento del Nuovo Bonus mamme 2026, previsto dalla legge di bilancio.
Il beneficio consiste in un contributo di 60 euro per ogni mese o frazione di mese spettante, fino a un massimo di 720 euro annui. Il riconoscimento richiede un’apposita domanda all’INPS.
A chi spetta
Il contributo è destinato alle lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, escluse le lavoratrici domestiche, e alle lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le Casse professionali e la Gestione Separata.
I requisiti familiari cambiano in base al numero dei figli:
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Due figli: il più piccolo deve avere meno di 10 anni.
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Tre o più figli: il più piccolo deve avere meno di 18 anni, con specifiche esclusioni legate al contratto di lavoro.
Sono compresi anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito familiare può essere già presente al 1° gennaio oppure maturare nel corso del 2026: in questo secondo caso, il bonus decorre dal mese in cui viene raggiunto.
Il limite di reddito: 40.000 euro annui
Per accedere alla misura, la somma dei redditi da lavoro della madre riferiti al 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro.
Per le lavoratrici dipendenti, il reddito viene considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro. Il limite, quindi, non va confuso automaticamente con la retribuzione annua lorda.
Nel calcolo rientrano tutti i redditi da lavoro rilevanti secondo la circolare, compresi quelli esenti o soggetti a tassazione sostitutiva o agevolata, e le indennità sostitutive della retribuzione percepite durante il rapporto, come quelle di maternità o malattia. Non rilevano invece NASpI, DIS-COLL e trattamenti pensionistici.
Tempo indeterminato: la distinzione da conoscere
Le madri con due figli possono ricevere il bonus anche con un contratto a tempo indeterminato, purché rispettino gli altri requisiti.
Per le madri con almeno tre figli, invece, il contributo non spetta nei mesi in cui è presente, anche solo per una parte del mese, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In questa categoria rientra anche l’apprendistato.
Per queste lavoratrici resta possibile, ricorrendone i requisiti, accedere fino al 31 dicembre 2026 all’esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali IVS a loro carico previsto dalla normativa vigente.
La distinzione interessa direttamente anche le colleghe del settore bancario: avere almeno due figli non determina, da solo, il diritto al nuovo contributo.
Per quali mesi viene riconosciuto
Il bonus spetta per i mesi, o frazioni di mese, nei quali risultano soddisfatte le condizioni previste.
Ad esempio, una lavoratrice con due figli il cui figlio più piccolo compie 10 anni a settembre può ricevere il bonus da gennaio a settembre compreso, se possiede gli altri requisiti.
Se invece una madre di tre figli passa da un contratto a termine a uno a tempo indeterminato nel mese di luglio, il contributo può spettare fino a giugno.
Pagamento e domanda
Le mensilità spettanti per il 2026 saranno corrisposte in un’unica soluzione a dicembre. Il contributo non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileva ai fini ISEE.
La domanda potrà essere presentata attraverso il sito INPS, tramite identità digitale, oppure avvalendosi di un patronato o del Contact Center dell’Istituto.
La circolare rinvia a un successivo messaggio INPS la comunicazione della data di apertura del servizio per le domande.
Per informazioni e per verificare la propria situazione, le iscritte possono rivolgersi al proprio rappresentante FALCRI.
Fonte: Circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026, paragrafi 2, 3, 4 e 5.